
30 anni fa i big della canzone italiana si mettevano in discussione sfidando i loro migliori colleghi per vincere un festival, per dire di essere i numeri 1, per poter avere il blasone legato al fatto di esser arrivati primi al festival di Sanremo.
I tempi cambiano e noi italiani siamo cambiati divenendo un poco alla volta un paese legato alle corporazioni, ai privilegi e volto a difendere solo una categoria, ovvero a quella di appartenenza.
Sanremo rappresenta forse il miglior spaccato della nostra società.
Nel vecchio 900 abbiamo conosciuto il comunismo il nazismo e varie forme di fascismi, i quali,TUTTI, avevano in comune l’adesione del semplice cittadino a qualcosa di più grande (forse gli unici tentativi mai riusciti di creare una religione di stato) che vedeva nei suoi capi un modello, una sottospecie di idoli da seguire e venerare, ma ad un certo punto è arrivata la democrazia e per un “tempo piccolo” sono rimaste ancora figure legate a quel passato fatto di falsa gloria, presunti fasti e subordinazione psichica.
La seconda rivoluzione.
Poi tutto è divenuto più semplice È arrivata la televisione!
La musica ha iniziato a correre sempre più veloce, il cinema sforna idoli in continuazione, è arrivato Mac Donald’s e siamo divenuti succubi di un sistema impostato sul “fast food” con l’arrogganza legata alla presunzione del “pensare di pensare”.
FAST FAST FAST FAST
Il morto fa notizia, il morto fa audience, le liti fanno audience, si fa outing, si bestemmia in televisione così l’audience sale ancora, si fa sesso in televisione così l’audience sale fino alle stelle e poi c’è un nuovo morto, che fa sempre notizia e quindi è tempo di dimenticarci di quello vecchio, morto in circostanze molto meno tragiche, intervistiamo la mamma addolorata e poi il padre assassino, odiamo il ladro e bruciamo le caserme, tanto un ragazzo è morto perché lanciava sassi a persone con una maglietta diversa, poi riprendiamo il fratello che va in 20 trasmissioni (sempre pagato) e questo fa audience, quindi soldi, quindi business, quindi
Con calma, ora SLOW…
Torniamo un attimo alla realtà.
Siamo nati in una strana epoca in cui sembra ci sia un disperato bisogno di avere un idolo, si a esso un cantante che si fa di eroina, un’attrice puttana o un corridore che non paga le tasse (bè, lui è furbo… no?)
Siamo nati in un’epoca in cui si danno i soldi alle donne ed ai giovani per fare le cose e così facendo CI STANNO DISEDUCANDO A LOTTARE PER LE QUELLE STESSE COSE…
Il cantante che vende 2.000.000 di dischi ha dei fan e questi fan lo reputano un idolo…
Che bisogno ha di confrontarsi con altri suoi “colleghi” e magari perdere?
Semplice, NESSUNO!
A Sanremo vanno i cantanti falliti, i giovani per farsi conoscere ed i musicisti che alle spalle non hanno delle major disposte a pubblicizzare la loro “arte”.
Difendo Sanremo e difendo Baudo perché quella Italia è anche la mia. LA MIA ITALIA PERO’, ed è bene dirlo, NON HA PAURA DEL CONFRONTO , NON SI CHIUDE IN CASTE, CORPORAZIONI O CLASSI.
La mia italia è quella del Sanremo 1958, la mia italia non ha paura dei cognomi e non ha paura di perdere.
Sanremo crolla in nome dell’audience perché al suo interno non ci sono più idoli.
Sanremo crolla perché vogliamo Amici e vogliamo Maria De Filippi.
Sanremo crolla perché non abbiamo voglia di ascoltare un vecchio che presenta in quanto sa presentare, noi vogliamo una ragazza, con 2 belle tette ed un gran bel sedere, poi vogliamo che si picchi con un’altra ragazza e che uno spallino del reggiseno si rompa e che durante la diretta si dia spazio al TG1 perché a ******* una madre ha ucciso 30 persone per poi bruciarsi viva.
Siamo divenuti morbosi, pettegoli e tristi.
W BAUDO E W SANREMO
COSI’ COM’E’!!!
W LA MIA ITALIA