L’anticamera del dispotismo

15 01 2008
MA SE LA SINISTRA GIOVANILE DI ROMA PENSA CHE SIA SBAGLIATA LA PRESENZA DEL PAPA ALL’UNIVERSITA’ SIAMO SICURI CHE I SUOI ISCRITTI POSSANO (PER IDEOLOGIA) FAR PARTE DEL PARTITO DEMOCRATICO?
E cosa ne pensa in merito la SinistraGiovanile di Brescia?
(dichiarazione di Domenico Romano SG Roma: “Sbagliata la presenza del papa perchè condiziona l’inaugurazione dell’anno accademico”)
Pubblico l’intervento di Ernesto Galli Della Loggia in merito a questa “spiacevole” e vergognosa vicenda.
Una delle immagini del pranzo a base di pane, porchetta e vino che ha dato il via alla Sapienza alla «settimana anticlericale», 4 giorni di contestazioni  studentesche organizzate dal collettivo di Fisica contro la visita di Benedetto XVI in programma per giovedì 17 gennaio. L'intervento di Ratzinger in programma lo stesso giorno dell'inaugurazione dell'anno accademico  ha suscitato non poche polemiche. Quasi settanta docenti hanno firmato una lettera inviata al rettore dell'ateneo chiedendo di annullare l'evento,  giudicato «incongruo». Da parte sua il rettore Guarini ha fatto sapere che il Pontefice sarà accolto come «messaggero di pace» (foto Renato Ciofani)

Laicismo obbligatorio

di Ernesto Galli della Loggia

Non manda un suono per nulla limpido la protesta che si sta organizzando per impedire la visita del Papa all’Università di Roma, in programma per giovedì prossimo. Sia chiaro: è assolutamente lecito non condividere, e quindi criticare pubblicamente, l’idea d’invitare il Papa alla Sapienza: ma una cosa è questa, e tutt’altra cosa è protestare giudicando inammissibile l’invito, e di conseguenza cercare di far sì che concretamente la visita non avvenga.

Proprio questo invece sta accadendo, sicché la protesta in corso sembra rispondere al puro e semplice intento di impedire la presenza e insieme la parola a chi risulta ideologicamente sgradito. Lo ha chiarito apertamente in un’intervista di ieri al Corriere uno dei più illustri tra gli aderenti alla protesta, Alberto Asor Rosa, illustrandone il merito in questi termini: «Non si può prescindere da un magistero pontificio fortemente connotato da posizioni conservatrici e reazionarie». Dal che sembra ragionevole dedurre che se, puta caso, l’orientamento del Papa (naturalmente sempre secondo l’inappellabile giudizio di Asor Rosa) fosse stato invece «progressista e democratico», allora la protesta non avrebbe avuto motivo d’esserci, e perciò probabilmente non ci sarebbe stata. Un punto di vista, ce lo consentirà Asor Rosa, che ricorda sgradevolmente quegli episodi, di cui in passato si sono rese responsabili più volte alcune università italiane, quando al loro interno si è cercato (spesso con successo) di impedire di prendere la parola a studiosi ebrei o israeliani perché considerati vicini a posizioni «sioniste». In realtà, come ha detto bene il rettore di Roma 3 Guido Fabiani, da sempre vicino alla sinistra e per sua ammissione un non credente, ma che tuttavia nel 2002 invitò Giovanni Paolo II nel suo ateneo, «l’esercizio della libertà di ricerca ha bisogno del rispetto e del confronto di valori». E’ davvero necessario aggiungere che un tale confronto non può che essere con i valori diversi dai propri?
Un’eguale, forte, perplessità suscita l’altra motivazione addotta dalla protesta, quella che contesta al Papa, per usare sempre le parole di Asor Rosa, le «continue intromissioni nella vita privata e pubblica del Paese». Ma anche qui: cosa è questo se non un giudizio di evidente natura politica, sul quale peraltro, Asor Rosa ne converrà, la metà o forse più del Paese non sarebbe d’accordo? Ora, nessuno pensa che sia illecito esprimere simili giudizi all’università e fuori, ma la protesta che si annuncia giovedì, è bene ribadirlo, non è rivolta già a esprimere giudizi, bensì a impedire a qualcun altro, cioè al Papa, di aprire bocca. Ma se si accettasse oggi una cosa del genere, mi chiedo, come potremmo allora condannare, come invece sia pur retrospettivamente facciamo, le gazzarre organizzate per esempio, nel 1923-24, dagli studenti fascisti fiorentini per impedire a Salvemini e Calamandrei di tenere lezione?

In verità, dietro molte voci che animano la protesta (e che ne spiegano l’asprezza) c’è un’idea più radicale e più inquietante. L’idea che la visita di un papa significhi, in quanto tale, la violazione dello statuto pubblico, e perciò pluralista, dell’istituzione universitaria.

C’è l’idea che in una democrazia che vuole essere tale la religione debba essere esclusa da qualsiasi spazio pubblico; che esistono orientamenti culturali e ideali — e quelli religiosi sarebbero i primi tra questi — i quali sono radicalmente incompatibili vuoi con la società democratica e con il suo ethos pubblico, vuoi più in generale con una moderna visione del mondo. E che quindi nell’università possa trovare posto e avere corso esclusivamente quello che si autodefinisce compiaciutamente il «libero pensiero». Idea inquietante che mette inevitabilmente capo a una sorta di obbligatorio laicismo di Stato, di pubblica preferenza sociale accordata all’irreligiosità: tutta roba in cui l’autentica tradizione liberale si è sempre ben guardata dal riconoscersi, ravvisandovi giustamente una più che probabile anticamera del dispotismo.





La politica non è una scienza, ma un’arte

15 01 2008

Devo ammettere che il bilancio della riunione dei giovani del PD (Partito Democratico) di ieri sera è andata ben oltre le mie aspettative (a parte il continuo perdersi fra i vicoli di via Milano). Sono stato piacevolmente stupito dalla quantità e dalla qualità delle donne presenti in quanto (non nel giovanile, che frequento da poco) ero abituato a vedere si e no 3 o 4 donne su 20/30 persone presenti ai vari dibattiti/incontri/cene.

Di seguito pubblico un bel video fatto dai “giovani di Magenta” sulla nascita del PD e, per chi fosse interessato, subito dopo, la scheda organizzativa per la costituzione dei circoli del Partito Democratico.

 

 

 

SCHEDA ORGANIZZATIVA PER LA COSTITUZIONE DEI CIRCOLI DEL PD

  Entro il 18 gennaio saranno confermati i comuni e  le sedi di seggio per le primarie da tenersi domenica 27 gennaio dalle ore 9 alle ore 18.Analogamente dovranno essere comunicati alla segreteria organizzativa i nominativi dei presidenti di seggio.. Qualora non fosse disponibile il Presidente del seggio del 14 ottobre andrà segnalato  un nome sostitutivo, da comunicare, comprensivo di telefono e mail, entro il 24 gennaio.  Entro il 18 gennaio si potranno ritirare, presso la segreteria del Pd, la lettera del segretario provinciale agli elettori del 14 di ottobre;  e volantini manifesti per la campagna di informazione per tutto il territorio provinciale.  Nei comuni sedi di circolo e/o di seggio dovranno incaricarsi di distribuire il materiale nelle forme più idonee. N.B. Ogni strumento di informazione dovrà contenere il giorno, il luogo, l’orario di inizio dell’assemblea, l’orario di chiusura del seggio.  Entro il 24 gennaio alle ore 18 dovranno essere trasmesse alla segreteria provinciale i nominativi degli elettori che, non si sono recati a votare il 14 di ottobre scorso e che, sottoscrivendo la dichiarazione di interesse, intendono recarsi a votare per le primarie del 27 gennaio 2008.  Entro il 24 gennaio alle ore 18 dovranno pervenire alla segreteria provinciale i nominativi dei candidati nelle liste per la quota integrativa l’assemblea costituente. Ogni candidatura dovrà essere sottoscritta da almeno 25 elettori del 14 di ottobre.  Il 26 gennaio Devono essere ritirati  i kit per le assemblee e le votazioni per la costituzione del circolo, presso la sede Pd di Via Metastasio a Brescia   Il kit conterrà:- liste dei candidati per la quota di integrazione dell’assemblea costituente proviciale - attestati di fondatori del Pd- blocchetto di ricevuta per la quota di sottoscrizione- regolamento provinciale e schede per i verbali delle assemblee- manifesti per le bacheche - tutto il materiale (urne, schede, moduli, verbali ecc…) per lo svolgimento delle votazioni   Il 27gennaio  dalle 9 alle 18    apertura delle assemblee, presentazione delle autocandidature per i coordinamenti di circolo e compilazione della lista in ordine alfabetico, apertura dei seggi, previa esposizione delle liste dei candidati.  Il 27 gennaio  a partire dalle ore 19 Trasmissione via mail, fax o telefonica dei risultati delle votazioni   Il 28 gennaio entro le ore 21,00 i presidenti di seggio o loro delegati devono riconsegnare: i verbali delle votazioni per i coordinamenti di circolo, i verbali delle votazioni per i delegati provinciali, le quote raccolte e le relative pezze giustificative, gli elenchi degli elettori.